Social media e amministrazioni pubbliche

Utilizzo dei social media da parte delle amministrazioni pubbliche europee: questo è l’argomento della ricerca avviata dal Dipartimento di Marketing dell’Università Bocconi nell’ambito del nuovo fronte di studi sul social media marketing.

Lo scopo della ricerca è fornire una prima valutazione della maturità della presenza online delle pubbliche amministrazioni europee, con riferimento alla capacità di siti e portali di alimentare un effettivo empowerment dei cittadini, nonché indagare come l’utilizzo dei social media influisca sulla fiducia e sulla soddisfazione dei cittadini.

Social network

Il metodo di analisi si è basato sull’elaborazione di un punteggio attribuito ai siti web istituzionali delle 42 amministrazioni municipali selezionate in 20 paesi europei. “Per la valutazione sono stati considerati: la natura e la tipologia delle informazioni disponibili; la presenza di elementi di web 2.0 e di servizi erogati attraverso il canale mobile; la presenza di strumenti di e-consultation; la trasparenza online dei processi decisionali e l’evidenza del ruolo rivestito dalle valutazioni espresse dai cittadini (ad esempio con la pubblicazione online delle diverse fasi di procedimenti di particolare rilievo).”

La prima città della graduatoria inaspettatamente è la greca Trikala (con un punteggio di 87), mentre la prima città italiana è Venezia (con 66 punti).

Il caso di Venezia è stato poi approfondito mediante l’analisi di un servizio per la raccolta georeferenziata di segnalazioni da parte dei cittadini, con l’obbligo per il comune di gestirlo in modo trasparente sul web. Da tale analisi è emerso come i cittadini 2.0, ossia gli utilizzatori di questo servizio, si dichiarino più soddisfatti nei confronti dell’amministrazione rispetto al gruppo di cittadini che non lo utilizza. Essi, inoltre, esprimono un giudizio migliore circa le loro relazioni con il comune e dimostrano un maggiore interesse nei confronti delle segnalazioni fatte anche dagli altri cittadini.

Purtroppo però dall’analisi emerge ancora una certa reticenza da parte delle amministrazioni pubbliche italiane  nell’utilizzo di tali strumenti e nella comprensione del loro vero potenziale. L’Italia deve poi scontrarsi con limiti infrastrutturali, tra i quali l’assenza di connettività wi-fi gratuita e i limiti delle reti mobili per il traffico dati. Limiti importanti, certo, anche se forse l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla difficoltà, che ancora molti amministratori hanno, di accettare di assumere un elevato grado di trasparenza nei confronti dei cittadini: fondamento su cui si basa un’attività di web 2.0.

Fonte

LinkedInDeliciousEmailFacebookCondividi