Site by Site intervista la Social Media Strategist Valentina Vellucci

Valentina, presentati ai nostri lettori
Mi chiamo Valentina, ho 32 anni e mi occupo di social media marketing e strategie digitali dal 2010. Nel tempo ho collaborato come freelance con diverse agenzie di web marketing al fine di acquisire esperienza e know how utili a rendermi un consulente efficace. Attualmente sono socia di MagillaGuerrilla, agenzia di marketing e comunicazione che ho conosciuto nel 2012, e mi occupo di formazione con diverse società di settore fra cui Studio Samo, con cui ho iniziato la mia esperienza di docente cinque anni fa grazie a quello che fu il mio compagno di master Simone Grossi.
Nella progettazione quasi sartoriale di strategie digitali sono specializzata nell’analisi delle perfomance. Lavoro da ogni tipo di postazione e non ho ancora definito il concetto di “dopo il lavoro”, ma sto lavorando anche su quello!

Valentina, i tuoi 3 consigli per un social marketing efficace
Primo: fare un’analisi qualitativa dei competitors
Secondo: definire gli obiettivi
Terzo: prendere consapevolezza del target e del prodotto

2017 Strategies Milano Valentina Vellucci

Cosa deve sapere un brand prima di impiegare budget online?
Il mio consiglio è di fare uno studio di settore, capire chi sono i competitors di riferimento del mercato di interesse e stabilire la strategia da applicare, interpretando il budget dedicato al marketing online come un investimento e non solo come una spesa.

Content is King: è ancora valida questa definizione per cui nel web è sempre il contenuto a fare la differenza?
Content is the King, ma già da qualche anno Distribution is the Queen. Sicuramente i contenuti di valore, studiati sulle esigenze del target, fanno la differenza, ma la distribuzione, ovvero advertising e PR, sono divenuti una leva fondamentale per fare emergere quei contenuti. Un contenuto di valore senza l’esatta spinta di diffusione non diviene naturalmente virale se non con un supporto di promozione / relazione su target mirato. Senza una strategia di seeding, lo sforzo fatto per realizzare il contenuto rimane inespresso. La vera differenza la fa la strategia alla base: il contenuto in sé, in un ambiente ormai iper stimolato, ha poche opportunità di diffusione.

I social network possono offrire delle reali opportunità di business?
Assolutamente sì, se alla base ci sono analisi dei dati e strategia.
Possono essere una solida leva commerciale nell’acquisizione di lead qualificati, nelle strategie di upselling dopo acquisti e/o prenotazioni ricevute tramite portali verticali, un supporto concreto all’awareness e un aiuto reale nelle fasi di customer care.
Se invece vengono interpretati come un qualcosa dove “ogni tanto posto una foto”, sono una perdita di tempo o, peggio, qualcosa che può arrecare danno alla nostra azienda.
Prima di pensare che i social NON sono una solida opportunità di business, chiediamoci come li stiamo usando.

Valentina Vellucci

Ma qual è il canale social preferito di una social media specialist come te?
Umh, domanda difficile! Allora: per imparare, YouTube; per comunicare attivamente, Facebook. YouTube è una piattaforma visuale che uso quasi quotidianamente per capire le novità del mondo social, per studiare dinamiche comunicative (italiane e non solo).
Facebook è il canale che preferisco per condividere news di settore interessanti e discuterle con i miei contatti. Tempo fa avrei inserito anche LinkedIn in questa chart, il social attraverso cui credo di aver trovato molti dei lavori di consulenza che ho svolto. Dopo l’ultimo restyling non me la sento ancora di re-inserirlo fra i miei social preferiti.

Insomma: No Social, No Business?
Direi più: “No Strategy, no Business”.
Se un brand produce viti e vuole vendere quelle viti sulla base del solo prezzo, probabilmente non sono i social media la leva di marketing su cui investire ma i comparatori di prezzo. Il social media marketing è una branca del marketing utile a far emerge il valore non di base (prezzo) ma di uso di un oggetto, ovvero ciò che ci lega a quell’oggetto oltre al risparmio economico. I social non dovrebbero essere presidiati perché “c’è anche il mio competitor”; i social dovrebbero essere presidiati a partire dalla domanda: “perché lì c’è anche il mio competitor? Sta lavorando su qualcosa di più rispetto al pricing?”. È a partire da domande strategiche quali: “chi ci ha già comprati, come ci ha scelti?” che dovremmo scegliere se presidiare o meno i social.
Ancor prima di un’analisi della concorrenza, spesso quello che manca è un’analisi profonda sul prodotto e sui clienti già acquisiti che rappresentano il nostro bacino di informazioni più interessante, troppo spesso dato per scontato.

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