Pratiche SEO: quelle cattive, quelle buone, quelle super… in infografica!

Quali sono le migliori pratiche SEO di sempre? e quelle un po’ meno buone ma comunque non troppo sgradite a Google e agli altri motori? e quelle che proprio sarebbe bene escludere per evitare penalizzazioni pesanti o pesantissime?

Scopriamolo in questa infografica di SEOBook che illustra attraverso le più importanti categorie di ottimizzazione, le pratiche SEO migliori, le meno peggio e le peggiori.

SEO Good and Bad Practices Infographic

Si parte dalla scelta delle parole chiave: la migliore pratica è quella di comprendere parole chiave brevi e altamente competitive e parole chiave lunghe che identifichino in toto o nel miglior modo possibile il proprio sito, cercando di attirare allo stesso tempo buoni volumi di traffico e volumi di traffico ridotti ma probabilmente di maggiore qualità. La pratica peggiore risulta essere quelle di puntare fin dall’inizio su parole chiave massimamente competitive senza valutare budget e competitors.

Il secondo aspetto analizzato nell’infografica riguarda l’ottimizzazione on page: la best practice è quella di tenere sempre in considerazione la parole chiave o le parole chiave di punta evitando eccessive ripetizioni ma anzi usando il più possibile sinonimi e varianti. Da ciò il sito trarrà giovamento in termini non solo di posizionamento e di reputazione agli occhi di Google, ma anche di contenuti più belli e appetibili, ben scritti, per visitatori e potenziali clienti.

L’aspetto seguente è allora proprio quello della qualità dei contenuti: invece di un consiglio vago e programmatico di “scrivere bene e per l’utenza” come si è letto e si legge da molte parti, in questa infografica la best practice è quella più pragmatica ed efficace di creare contenuti di qualità, in cui la qualità è quella che si ottiene scrivendo sia per l’utenza sia per i motori di ricerca, producendo testi di volta in volta variegati, ottimizzati in termini di keyword density e in termini di gradevolezza e appetibilità per chi legge. Considerando che il motore di ricerca non è (ancora) simile a una persona, questo risulta il consiglio migliore.

Dimensione del sito: anche il numero di pagine è certamente un fattore da prendere in considerazione. Da evitare pagine e paginette di scarsissimo valore, da evitare anche di non preoccuparsi della crescita in termini di numero di pagine del sito che può avvenire anche naturalmente: monitorare invece sempre il proprio sito in termini di visite e pagine visitate e aumentare (o diminuire) le dimensioni del proprio sito sulla base di dati certi. Crescita strategica insomma, puntando sui contenuti più attrattivi e incrementare questi ultimi con nuove pagine e sezioni.

Monetizzazione: senza cadere nell’affermazione che un sito con contenuti pubblicitari, adsense, benner e così via è a priori peggiore di un sito senza pubblicità, la pratica migliore è quella di iniziare con una monetizzazione “light” per i nuovi siti o siti ancora giovani e aumentare progessivamente la pubblicità (se questo rientra in un piano strategico) una volta che il sito raggiunge anzianità e reputazione.

Anchor Text: i link testuali sono da sempre un punto interessante. Oggi più di ieri è da evitare lo stesso testo per un link. Come per i contenuti, anche in questo caso puntare sulla varietà e piacevolezza dei sinonimi e varianti.

Deep Links: sulla base dell’architettura del sito è bene organizzare preventivamente un “sistema di link”, interni ed esterni, che non puntino unicamente alla homepage del nostro sito, ma anche a pagine interne rilevanti. Questo contribuirà sicuramente a una crescita armonica del sito e di tutte le sue pagine.

Qualità del link: la pratica migliore è quella di cercare di ottenere non solo link forti e autorevoli, ma accompagnare questi con link magari più deboli, su siti non necessariamente autorevoli, ma attraverso i quali costruire quella varietà di ancore per i link alle nostre pagine che giova sicuramente nell’epoca del Panda-Penguin.

Link velocity: la velocità di ottenimento di link al nostro sito è un aspetto chiave per un reale ed efficace posizionamento. Google ha ormai detto chiaramente quanto la velocità con cui un sito acquisisce link è importante al pari della qualità dei link stessi. Pertanto una strategia di ottenimento link positiva è quella che alterna strategie lente a strategie veloci tramite magari campagne online mirate.

Infine il branding: prudenza e allo stesso tempo originalità e volontà di rischiare (non prima di opportuni calcoli e valutazioni!), utilizzo di canali non necessariamente legati ai motori di ricerca… l’universo del brand è quanto di più variegato e particolare ci sia!

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