Fattori di Posizionamento 2011. Parte Prima: Domain Level Factors. Link, Keyword, Brand

Un’interessante indagine condotta da SEOMoz, l’edizione 2011 della Search Engine Ranking Factors, raccoglie alcuni dati e fa delle previsioni sui fattori che maggiormente influenzano e influenzeranno il posizionamento dei siti web, considerando principalmente due livelli, quello del dominio e quello delle singole pagine, e in relazione a parametri quali il numero e la qualità di link, l’uso delle parole chiave, i fattori Social che, come lo studio sottolinea, avranno un ruolo sempre più importante nel ranking.

Search Engine Factors 2011

È importante sottolineare che si tratta di un’analisi di correlazione, non di causa-effetto, per cui i fattori indicati possono aiutare a stabilire perché alcuni siti tendono ad avere un posizionamento migliori rispetto ad altri: non necessariamente un sito che presenta in percentuale maggiore alcune caratteristiche (ad esempio una più alta link popularity o un maggior traffico) si posizionerà automaticamente meglio di altri, che magari hanno dalla loro una preponderanza di altri fattori ora considerati meno influenti per il ranking.

Per iniziare si potrebbe parlare subito del livello del dominio: la ricerca di SEOMoz si concentra su quattro fattori:

Domain Level Keyword Usage: stabilisce quanto e come l’uso delle parole chiave con cui si è stabilito di voler posizionare il sito può influire sul rank;
Domain Level Link Authority Features: riguarda tutte quelle metriche che insieme stabiliscono l’autorità di un dominio;
Domain Level Keyword Agnostics: questo fattore riguarda invece le parole chiave non in relazione ai link e ancore bensì ad altri aspetti come la lunghezza del nome del dominio, la quantità di pagine 404 in un sito, l’assenza o meno di contenuti duplicati all’interno del sito;
Domain Level Brand Metrics: le metriche riguardanti il brand/dominio tra cui il volume di ricerca del brand stesso, le menzioni di tali brand su altri siti, tra cui spicca Wikipedia, la registrazione del dominio su Google Places, e la presenza di una pagina Facebook/Twitter/LinkedIn del marchio.

Per quanto riguarda il primo fattore, e in particolare l’utilizzo della parola chiave nel nome del dominio, l’indagine mostra come tale aspetto, pur mantenendo una ovvia importanza, tenda di anno in anno, a mostrare un decremento di influenza sul posizionamento del sito. Segno che, come riportato nelle Predictions, sono altri i fattori che vedranno nei prossimi anni, un aumento della loro influenza sul ranking. In ogni caso, dal sondaggio di SEOMoz, su un nutrito campione di siti, emerge che il dominio del tipo keyoword.com mantiene le sue alte possibilità di apparire tra i primi, primissimi risultati di Google.

Per la Link Authority del dominio il dato più interessante è la correlazione negativa delle Followed Linking Pages: ovvero, Google tende progressivamente a penalizzare quei siti che presentano un eccessivo distacco tra numero di link follow e link nofollow. È infatti più “naturale” che un sito presenti un giusto equilibro tra link follow e link nofollow, interni ed esterni, mentre un sito che presenta molti followed links e pochissimi, se non zero, link nofollow, potrebbe aver peccato di acquisto di backlinks e manipolazioni varie.

Il terzo fattore, molto interessante, presenta invece tutte correlazioni negative: prima fra tutte quella della lunghezza del dominio. Dal sondaggio risulta che il fattore non riguardante i link e che più riveste un ruolo importante nel posizionamento di un sito è, come ci si aspettava, l’unicità dei contenuti. È ormai più che chiaro che i contenuti duplicati sono la prima cosa da evitare, ma altri fattori stanno guadagnando terreno, o meglio lo avevano già, come la freschezza e il periodico agigornamento dei contenuti e la frequenza di rimbalzo.

Quarto e ultimo fattore, il più importante forse stando alle “previsioni” per il futuro del web, le Brand Metrics, le metriche che più hanno a che fare con quei fattori “social” che sempre più parte avranno nell’andamento stesso delle SERPs. Se il fattore che rimane più importante per i motori di ricerca è naturalmente il volume di ricerca stesso del brand o del dominio, le menzioni e citazioni, che presuppongono un’attività “social” di condivisione, acquisiscono importanza e si misurano sulla base della presenza del dominio su Wikipedia, su una pagina – nell’ordine – Facebook, Twitter e Linkedin dedicata al brand. Per quanto riguarda LinkedIn, poi, conta anche la citazione dell’azienda o del marchio come employer dagli utenti. Prima ancora delle pagine sui principali social networks, è importante che il brand sia registrato su Google Places.

Nel prossimo post si parlerà del Page Level :)

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