Dopo il PageRank, l’Author Rank: come scalare le SERPs con l’autorialità e la reputation online

author rankDell’importanza di originalità, autorialità e reputazione online si è già parlato molto a partire dagli aggiornamenti dell’algoritmo di Google e ancora di più con le prime vere penalizzazioni nei confronti delle cosiddette content farms o comunque di quei siti “fatti apposta” per la creazione di contenuti, di qualità o meno.

Con il coinvolgimento sempre più massiccio di Google+ nella reputazione dei contenuti e con i piccoli grandi cambiamenti del Panda, sembra che il concetto di Author Rank prenda sempre più piede nella valutazione di un sito, un articolo, un contenuto in generale.

L’entrata in scena di un Author Rank non significherà, pensiamo, la scomparsa dello storico Page Rank nella valutazione dei siti più meritevoli di occupare i primi post, semmai un’integrazione fra le due tipologie di rank, che vorrà dire che oltre alla qualità dei link in entrata e uscita ci saranno altri fattori.

I fattori sociali ci sono già e già ben analizzabili in Google Analytics e altre piattaforme di monitoraggio; ora potrebbe aggiungersi il fattore dell’autorialità: considerare non solo la quantità e qualità di link, commenti, condivisioni e interazioni, ma anche chi ha scritto, condiviso, commentato e linkato.

Ci sono già modalità con cui stabilire se un internauta ha una buona reputazione online: numero di followers, retweet, like… commenti e visite al suo blog e così via. Tutti fattori che hanno sempre comunque a che fare con la quantità: ad esempio, il tweet di uno con molti followers ha buone probabilità di ricevere tanti retweet, o in alternativa, se un mio tweet è stato retweettato da un personaggio “importante” su Twitter, ecco che mi ritroverò il mio cinguettio in ogni dove.

Ma visto che in questo caso avremo forse a che fare con un vero rank e un algoritmo matematico, allora armatevi di rel=“author”, che è il punto di partenza per tutto.

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