Direct Email Marketing: le 8 regole per scrivere email che spaccano

Tempo fa avevo scritto un articolo sull’email marketing, promettendo che ne sarebbero seguiti altri.
Ecco qui la seconda puntata: nella prima abbiamo visto come creare un buon database di indirizzi, fondamentale per ottenere successo e risultati.
Ora vediamo come scrivere newsletter ed email davvero efficaci che ci faranno guadagnare.

Ecco a voi quindi le 7 regole per un direct email marketing che funziona.

1. Brevità
So che avete molto da dire sulla vostra azienda e i vostri prodotti.
Non è detto che però tutti provino lo stesso interesse.

Esempio pratico
A schermo, si impiega il 25 % di tempo in più per leggere.
Ergo, scrivete il 50% in meno di quello che scrivereste su un foglio di carta.
Esatto, tagliate la metà di quello che avete scritto.
Mettete un link a lla pagina che contiene le informazioni, se uno vuole approfondire lo farà lì, non sulla mail. Da questo discende che dovete scrivere….

2. Paragrafi brevi

Solito discorso della scrittura per il web: paragrafi brevi, grassetti a titolare i vari blocchi di testo, elenchi puntati.

3. Usare citazioni
Il linguaggio è la fonte di tutte le incomprensioni.
Antoine de Saint-Exupery

Questa è una tecnica che a me personalmente piace molto.
La gente adora le citazioni. Guardate su Facebook, la gente non fa che postare frasi dette da altri.
Darà alle vostre email un tocco di personalità e vi  aiuterà a partire col piede giusto. Magari aiuterà a non farla cancellare.

4. Punta tutto sulla call to action!
Non mi stancherò mai di ripeterlo.
Puntate tutto su una call to action forte. Dovete dire alla gente cosa fare, perchè spesso non lo sa.

Quando ero studente, lavoravo in un bar. Non avevamo un listino per le insalate: i clienti che pranzavano lì  le chiedevano ma non sapeva cosa metterci dentro, e messi di fronte alla domanda “come la vuoi l’insalata? cosa ci metto dentro?” ripiegavano sui tradizionali piatti.
Un giorno ho stampato un foglio con 5 combinazioni di insalate, con nomi stravagnati e al prezzo di 8 euro invece di 5. Il risultato è che la gente ha iniziato a ordinare solo quelle.
Per la cronaca, la “Bomba” era quella che andava per la maggiore.

La lezione è: voi dovete dirgli cosa devono scegliere.

Esempio pratico
Se siete a corto di idee, ecco un elenco di call to action che funzionano:

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4. L’approcio negativo VS positivo
Personalmente, preferisco l’approcio positivo: usare termini “positivi” aiuta l’utente a mettersi in una disposizione d’animo più serena.
Molti colleghi invece usano l’approcio negativo.

Esempio pratico
L’oggetto potrebbe essere “Le tue campagne email fanno schifo?
Nel primo paragrafo desciverai lo scenario disastroso, magari ocn dei dati per stabilire a chiare lettere che tu ne sai: potrebbe essere qualcosa del tipo “capita che pur mandando un milione di email non ti sia arrivato nemmeno un contatto. Capita nel 67% dei casi“.
Nel secondo paragrafo darai la soluzione.

5. Gratis è bello
Gratis
è una delle parole più potenti della pubblicità.
E’ l’equivalente dell’abbracadabra dei maghi.
Offri qualcosa gratis. Non parlo di prodotti, non necessariamente. R
egala informazioni. Cataloghi. Un invito a un workshop.

Ma spiega bene che c’è qualcosa di gratis.

Gratis per te un esempio pratico!

1) Puoi quantificare il valore del tuo regalo? p.e.  Registrati e avrai gratis il report annuale 2011 del valore di 50 €
2) Usa il concetto di gratis dove possibile. Riconsidera il tuo sito: c’è una demo che si può provare: allora chiamala “demo gratuita

6. Usa parole che colpiscono
Impara come…
Aumenta…
Moltiplica…
Fai crescere…
Raddoppia …
Triplica…
Risparmia…
Taglia il costo…
Scopri…

7. Metti in chiaro i tuoi riferimenti
Se mandi p.e. un invito ad un evento, scrivi a chiare lettere chi bisogna contattare, a che indirizzo o numero di telefono, entro quando per prenotare un posto.
Se si tratta di un prodotto, metti il link diretto alla pagina del prodotto, o inserisci il codice per richiederlo.

8. Dillo ad un amico
Beh, questo è un vecchio trucco.
Metti un link che apre un’email col soggetto già impostato, all’utente basterà mettere l’indirizzo di un amico.
La viralità è nata così.

Dillo ad un amico

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